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Crespi d'Adda
Crespi d'Adda, situato a 25 Km a
nord est di Milano in direzione
di Bergamo nel Comune di Capriate
San Gervasio, è probabilmente
tra i più interessanti esempi
di company town esistenti oggi in
Italia.
Le company town sono insediamenti
abitativi costruiti nelle immediate
vicinanze dei luoghi della produzione
industriale allo scopo di alloggiare
le maestranze, offrendo loro condizioni
di vita migliori rispetto all'usuale
livello dell'epoca.
Questo fenomeno prese avvio in Inghilterra
verso la fine del '700, si è
sviluppato per tutto l'800, prendendo
piede tanto in Europa che negli
Stati Uniti.
Esse furono costruite con lo scopo
principale di mitigare i problemi
sociali e le contraddizioni economiche
che lo sviluppo industriale porta
con sé, cercando di creare
un legame forte ed esclusivo tra
l'imprenditore e i suoi lavoratori.
L'insediamento di Crespi d'Adda
fu creato da Silvio Benigno Crespi,
proseguendo l'opera intrapresa dal
padre Cristoforo, negli anni successivi
alla sua fondazione avvenuta nel
1878. Il progetto fu portato a compimento
con forte determinazione principalmente
negli anni compresi tra il 1890
e il 1910, quando vennero terminati
la maggioranza degli edifici.
Nel compiere tale disegno, S. B.
Crespi prestò particolare
attenzione alla realizzazione architettonica
e urbanistica del villaggio, patrocinando
la costruzione di edifici di particolare
pregio e valore.
Oggi Crespi d'Adda conserva intatta
la struttura urbanistica e architettonica
originale, essendo stati minimi
gli interventi edilizi successivi
alla costruzione originale.
Nel 1931 l'azienda fu ceduta dalla
famiglia Crespi e, dopo di allora,
si susseguirono 5 passaggi di proprietà
fino a quella attuale.
Ciò nonostante, fino al 1973
l'intero villaggio è stato
proprietà della fabbrica
e abitato prevalentemente dalle
maestranze impegnate nella produzione.
Dopo tale data le abitazioni furono
messe in vendita. Molte di esse
furono acquistate dagli inquilini.
Al momento attuale la fabbrica è
attiva nella produzione di tessuti.
Nel 1995 Crespi è stato incluso
nella World Heritage List dellUNESCO
in quanto eminente testimonianza
di un momento significativo nella
storia dell'umanità, diventata
vulnerabile per l'impatto di cambiamenti
irreversibili.
In questo modo il Comune di Capriate
San Gervasio che ha promosso la
richiesta di inclusione nella World
Heritage List, raccogliendo la proposta
di una associazione culturale locale
ha inteso contribuire alla protezione
del sito dalla minaccia che gli
deriva dal mutamento delle condizioni
economiche e sociali, particolarmente
significativo nella Lombardia degli
anni 90.

Il corso dell'Adda
Il villaggio di Crespi è
situato circa al centro di una zona
di grande interesse naturalistico,
paesaggistico e per le numerose
testimonianze di archeologia industriale
quale è il corso dell'Adda
nel tratto compreso tra Robbiate,
a nord, e Cassano, a sud.
In particolare vanno ricordati il
Naviglio di Paderno, progettato
sul finire del XVI Secolo, ma inaugurato
solo nel 1777, le 8 centrali idroelettriche
costruite tra il 1895 e il 1928
a partire da Lavello lungo un tratto
di circa 40 Km, che resero possibile
lo sviluppo industriale di questa
parte di Lombardia, e il Naviglio
della Martesana, attivo come canale
per l'irrigazione e la navigazione
dal XV Secolo.

Una identità culturale
in pericolo
Crespi d'Adda è alla fine
di un ciclo della sua esistenza
sociale, economica e culturale.
Le premesse sulle quali si basava
l'esistenza del villaggio non sono
più valide.
Fabbrica e abitazioni sono ora entità
distinte: con la vendita delle case
si è reciso il legame paternalistico
tra imprenditore e operai su cui
la vita locale era basata.
Il contratto che legava gli abitanti
con il proprietario della fabbrica
è rotto: gli uni non sono
più lavoratori della fabbrica,
perché coloro che lo sono
stati ora sono pensionati e le maestranze
attualmente impiegate abitano altrove;
questo non è più una
persona fisicamente presente che
vive nello stesso luogo, ma una
impersonale società di capitali.
D'altro canto sulla fabbrica, impegnata
nella produzione tessile, grava
l'incognita di un futuro incerto,
a causa della tendenza a trasportare
attività produttive quale
quella tessile in paesi dove i costi
di produzione sono più bassi
rispetto agli standard dei paesi
dell'Unione Europea.

Le problematiche dello sviluppo
di Crespi d'Adda
Il caso di Crespi dAdda presenta
spunti di grande interesse se esaminato
sotto il profilo delle possibilità
di rigenerazione del tessuto sociale
e della conservazione e valorizzazione
delle risorse culturali e ambientali.
Sinteticamente i nodi problematici
sono:
la conservazione dell'identità
culturale locale
la valorizzazione del patrimonio
culturale
la valorizzazione delle risorse
ambientali e del paesaggio naturale
e la sua antropomorfizzazione
Dunque l'intervento dovrà
tenere conto di questi tre aspetti
della situazione.
Gli anni 70 hanno visto un sempre
maggiore impegno del settore pubblico
nell'attività di conservazione
del patrimonio culturale; gli anni
80 sono stati caratterizzati dal
coinvolgimento sistematico del settore
privato; negli anni 90, lo stabilizzarsi
di tali fenomeni, l'emergere di
nuove problematiche dovute al mutamento
delle strutture economiche e culturali
che stiamo vivendo, rendono necessario
un approccio innovativo e multilaterale
al problema della conservazione
e valorizzazione del patrimonio
artistico e culturale.
In questo quadro la comunità
locale è chiamata a giocare
un ruolo determinante nella conservazione
del patrimonio storico e artistico
e nella valorizzazione e perpetuazione
della propria distintiva identità
culturale.
La contemporanea salvaguardia di
questi due aspetti sembra essere
la condizione necessaria affinché
cultura e tradizione locale da un
lato, patrimonio artistico e culturale
dall'altra possano essere fattori
di sviluppo creativo, nuova linfa
per la vita dei luoghi.

Chorus: un progetto per lo sviluppo
sostenibile e consapevole di Crespi
d'Adda
Nella primavera del 1995 l'Osservatorio
Culturale della Regione Lombardia
propose all'Amministrazione comunale
di Capriate San Gervasio una collaborazione
allo scopo di preparare insieme
un piano per la conservazione, la
promozione e lo sviluppo sostenibile
(sotto il profilo economico, sociale
e ambientale) del patrimonio e della
tradizione culturale di Crespi d'Adda
e dei suoi dintorni.
In seguito all'accettazione del
Comune, l'Osservatorio Culturale
ha avviato il progetto Chorus.
Il nome del progetto vuole sottolineare
la convinzione che un tale compito
possa essere assolto solo attraverso
la cooperazione di una pluralità
di attori coinvolti a differenti
livelli: locale, regionale, nazionale
e internazionale, privato e pubblico.
L'approccio di Chorus cerca di integrare
lo sviluppo delle risorse culturali
nel contesto e nelle abitudini della
vita quotidiana del sito, proponendosi
di raggiungere obiettivi chiave
quali lo sviluppo e il mantenimento
dell'identità culturale locale
pur nel mutato quadro socioeconomico,
e lo sviluppo di attività
artistiche innovative, turistiche
ed economiche.
Chorus tiene particolarmente in
considerazione:
il rispetto dei valori sociali,
economici e culturali dei quali
Crespi è testimonianza
il ruolo e i desideri della comunità
locale
la possibilità di promuovere
attività culturali e artistiche
innovative ma che recuperino la
cultura materiale locale
le opportunità di sostenere
attività economiche integrate
ed integrabili con la valorizzazione
del patrimonio artistico, culturale
e naturale
la sostenibilità economica,
sociale e ambientale di tali attività
Chorus si propone di soddisfare
questa condizione proponendosi di
coinvolgere nella realizzazione
della sua mission un ampio numero
di partner.
Chorus prospetta il networking come
strategia per collocare Crespi d'Adda
nella dimensione internazionale,
e, al tempo stesso, per meglio affrontare
la gestione dell'aspetto sociale
cui si faceva cenno.

Un modello di gestione aperto
e innovativo
Il progetto Chorus adotta un modello
di intervento il cui principio ispiratore
è la volontà di preservare
l'identità culturale locale
proponendo di attuare contemporaneamente
la conservazione della memoria del
passato e lo sviluppo di iniziative
culturali ed economiche innovative
che, richiamandosi alla tradizione
sociale e di lavoro di Crespi, consentano
di mantenere ed accrescere la vitalità
del luogo.
Chorus propone di distaccarsi dal
modello dei theme parks particolarmente
sviluppato nei paesi anglosassoni,
per adottare una prospettiva che
si pone l'obiettivo finale di evitare
la museificazione del sito, che
normalmente corrisponde al venire
meno della ragione di esistenza
del luogo stesso e alla volontà
di conservarlo come testimonianza
del passato, stimolando invece la
crescita di attività che
lo mantengano vivo e economicamente
produttivo.
Da questo punto di vista Chorus
propone di considerare il patrimonio
storico, artistico e culturale non
solo come strumento di sviluppo
economico principalmente legato
al turismo, ma anche come luogo
di una economia propria la cui caratteristica
è di riprendere la tradizione
produttiva del passato introducendo
elementi innovativi che ne garantiscano
la sostenibilità.
Questo modello è stato scelto
per evitare il solo sviluppo di
attività economiche legate
principalmente al turismo culturale
una sorta di monocultura di attività
economiche rivolte alla soddisfazione
dei bisogni del turista il cui effetto
è di snaturare l'identità
sociale e culturale del luogo, e
che necessita, sul medio periodo,
di continue attività di promozione
per rilanciare l'attrattività
turistica del sito.
Chorus agisce su tre differenti
piani:
la conservazione e l'interpretazione
della storia del luogo e della sua
identità culturale;
l'organizzazione di attività
sociali, artistiche e culturali
rivolte sia alla popolazione del
villaggio quanto ad un più
ampio pubblico;
la pianificazione ed il sostegno
ad attività economiche che
utilizzino le ricchezze paesaggistiche
e storico-culturali del luogo come
attrazione turistica o, parallelamente,
che riprendano la tradizione locale
della produzione tessile attraverso
nuove imprese di piccole dimensioni
ma ad alto contenuto tecnologico
ed innovativo.
Nel fare ciò, Chorus sceglie
di adottare un modello di gestione
delle iniziative in progetto nel
quale siano presenti tanto il principio
democratico della rappresentanza
della popolazione, quanto quello
della imprenditorialità dell'operare,
condizione necessaria per un intervento
efficace, ma, a volte, applicabile
con difficoltà dalla amministrazione
pubblica.
Per raggiungere questo obiettivo
Chorus presuppone il concorso di:
delle amministrazioni locali e regionale
e delle istituzioni statali ed europee,
in grado di pianificare e sostenere
finanziariamente lo sviluppo di
Crespi d'Adda;
del settore not for profit, capace
di gestire efficacemente le attività
artistiche e socioculturali;
del settore for profit, al quale
viene demandata la gestione dell'attività
imprenditoriale.
La prima azione prevista dal progetto
è il recupero e la trasformazione
dell'edificio delle scuole del villaggio
di proprietà del Comune di
Capriate San Gervasio per ricavarne
un luogo di interpretazione e conservazione
della memoria di Crespi d'Adda,
oltre che un luogo per l'aggregazione
e le attività culturali rivolte
alla popolazione locale.
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