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AMICI DEL VILLAGGIO
CRESPI è un punto d'incontro per gli affezionati
di Crespi,
per chi vuol concorrere
a tutelare questa straordinaria utopia urbanistica... |

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La campagna di
sensibilizzazione
muove Ministero, Regione e Provincia.
luglio 2007
- da tempo molti concordano nel sostenere
che le sole forze del Comune di Capriate
non bastano ad affrontare l'impegno di salvaguardare
Crespi d'Adda. Questa valutazione condivisa,
culminata di recente in servizi giornalistici
e televisivi e in una petizione a Ministero
e Unesco per intervenire con urgenza, ha
costituito una delle premesse per un'intesa
straordinaria tra Ministero, Regione, Provincia
e Comune. |
Ora è sotto
gli occhi di tutti. Il Villaggio Crespi
è "patrimonio dell'umanità"
e per tale ragione merita uno speciale interessamento
da parte di tutte le realtà sovra-comunali.
Per molti anni al Comune di Capriate sono
state ingiustamente attribuite eccessive
colpe e responsabilità. La difficile
e complessa situazione di Crespi d'Adda
non nasce in tempi recenti: nasce non a
caso quando, negli anni Settanta, a questo
straordinario microcosmo sociale e industriale
viene "staccato il cordone ombelicale":
la fabbrica tessile, fino ad allora fonte
primaria di tutto ciò che a Crespi
d'Adda serviva, smette di mantenere l'intero
Villaggio e vive di vita propria. Ed oggi,
dopo la recente chiusura e dismissione dell'opificio
storico, l'orizzonte appare ancora più
cupo.
L'allarme e la preoccupazione per il futuro
di Crespi è da tempo sulla bocca
di tutti gli estimatori e gli affezionati
di questa straordinaria città ideale.
La nostra Associazione ha voluto portare
i riflettori su questa preoccupazione, che
trova nel Villaggio evidenti ragioni. Ragioni
che non sfuggono a nessun osservatore: la
vergogna del lavatoio storico divenuto merce
di scambio, abbandonato e trascurato dal
proprietario privato proprio come accade
per il dopolavoro del Villaggio e la villa-castello
dei Crespi. Afferma l'Eco di Bergamo in
un articolo del 27 luglio: "il Comune
di Capriate già nei mesi scorsi aveva
lanciato l'allarme sulla difficoltà
da parte di un'amministrazione nel gestire
da sola gli interventi che il villaggio
richiede. Proprio circa l'incombenza di
dover redigere il piano di gestione si erano
alzate voci preoccupate da parte di alcuni
cittadini e associazioni.."
Di seguito i passaggi più interessanti
di due tra i vari articoli dedicati al caso
di Crespi, usciti nella primavera del 2007:

REPUBBLICA

Crespi d'Adda, lo straordinario
villaggio operaio rimasto miracolosamente
intatto fino ad oggi è
in pericolo di vita. Il degrado,
la chiusura definitiva del suo
immenso cotonificio, l'abbandono
del castello, la rovina del
suo storico lavatoio, il cambiamento
della destinazione d'uso di
edifici importanti come quello
del dopolavoro, una serie di
piccoli e continui interventi
sbagliati (come la costruzione
di molti box per le auto), stanno
cancellando la memoria di una
delle più importanti
testimonianze mondiali di città
operaia ideale.

"Sono numerose in Italia
e in Europa le cosiddette company-town
ottocentesche - spiega Giovanni
Luigi Fontana, presidente dell'Associazione
italiana per il patrimonio industriale
- ma indubbiamente nessuna ha
il fascino, la magia, la suggestione
di Crespi d'Adda. Un vero e
proprio gioiello, dove nulla
altera il quadro originale.
Ma il gioiello comincia a perdere
i pezzi. E ad essere minacciata
è l'integrità
del contesto generale. Quell'integrità
che ha portato l'Unesco a riconoscere
il sito. E che oggi, venuta
meno, potrebbe portarla a togliere
il riconoscimento".

La fabbrica già non è
più visitabile da quando
ha chiuso definitivamente. E
da lì sono già
state tolte le macchine storiche.
Molti interventi di recupero
potrebbero essere fatti con
successo. Le dimensioni dello
stabilimento sono tali da suggerire
diverse possibili destinazioni.
"Ma il vero problema, paradossalmente,
non è tanto cosa fare
- avverte Fontana - ma come
farlo. Auspico interventi colti,
consapevoli, fatti da progettisti
che conoscano il valore del
patrimonio industriale".

Nella prossima primavera ci
saranno le elezioni amministrative
nel comune di Capriate, di cui
la frazione Crespi d'Adda fa
parte. Il tema è destinato
naturalmente a scaldare la campagna
elettorale locale. Ma le associazioni
chiedono che non sia solo il
piccolo Comune a doversi occupare
di un sito così importante,
chiedono il coinvolgimento della
Provincia di Bergamo, della
regione Lombardia e del ministro
per i Beni Culturali. |
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CORRIERE

La fabbrica era tutto e pensava
a tutto, dava la casa agli operai,
forniva tutti i servizi con
una paterna lungimiranza tipica
degli industriali illuminati
di quel tempo. Oggi molti edifici,
come il lavatoio, sono in stato
di abbandono. Accanto alle case
sono sorti via via orrendi box
simili a baracche. La fabbrica
è vuota e senza prospettive
di destinazione.

Ora sono in corso di rifacimento
i lampioni, ricostruiti esattamente
come quelli originali. Ma il
problema è che la fabbrica
e molti terreni sono di società
immobiliari che non aspettano
altro che di mettere a frutto
i loro investimenti. In primavera
ci saranno le lezioni ed è
probabile che il futuro di Crespi
si giocherà proprio lì.

Il lavatoio storico è
diventato il simbolo del degrado
di Crespi. E' da tempo pericolante,
sul tetto in pezzi crescono
le erbacce, le vasche sono pietre
di detriti e di escrementi dei
piccioni. E la struttura in
legno del tetto sta cedendo.
Il punto è che il lavatoio
è di proprietà
di un immobiliarista bergamasco
che lo ebbe come "regalo"
nell'ambito della contrattazione
che lo portò, negli anni
Settanta, ad acquisire molti
terreni di Crespi. Un investimento
che sino ad oggi non ha mai
dato frutti perchè qui
non si può costruire
nulla e i vincoli sono ferrei.
L'imprenditore ha fatto capire
che se qualcuno si accollasse
l'onere dei lavori, lui ovviamente
non si opporrebbe al restauro.
Ancora una volta il lavatoio
potrebbe quindi essere "merce
di scambio". Intanto l'Associazione
Culturale Villaggio Crespi ha
già raccolto migliaia
di firme sotto una petizione
che verrà inviata al
ministro dei beni culturali
Rutelli per chiedere un intervento
urgente. |
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Molti elementi su cui
riflettere erano già contenuti nella
lettera
agli amministratori del Comune redatta dal
Consiglio Pastorale di Crespi d'Adda nel
2002, che da allora abbiamo voluto costantemente
sottolineare e commentare. Illuminanti erano
e restano le riflessioni finali della lettera:

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"E' ben vero
che Crespi d'Adda è frazione
del Comune di Capriate San Gervasio,
ma è altrettanto vero che è
dichiarato 'patrimonio dell'umanità'.
In molti si interrogano se sia giusto
e persino producente che un sito riconosciuto
dall'Unesco, con tutto ciò
che questo rappresenta e comporta
per tutti, venga interamente ed esclusivamente
lasciato in carico economico e culturale,
come normale frazione, a un solo comune
del forese, il quale già per
se stesso ha, come tutti i comuni,
i propri non indifferenti problemi.
Sarebbe auspicabile che i responsabili
addivenissero a un coraggioso atto
di sincera modestia e di sano realismo,
ammettendo che Capriate San Gervasio
da solo non ce la può fare.
Bisogna aprire il cerchio e allargare
le pur apprezzabili prospettive." |
IL PROTOCOLLO D'INTESA
E' stato approvato a luglio 2007 tra Direzione
Regionale per i beni culturali e paesaggistici
della Lombardia, Città di Capriate
San Gervasio, Regione Lombardia e Provincia
di Bergamo.

Obiettivo è l'istituzione di un "comitato
di pilotaggio con il compito di seguire
l'elaborazione, l'aggiornamento e l'attuazione
del piano di gestione e l'individuazione
del soggetto referente del sito Unesco di
Crespi d'Adda a cui spetta l'incarico di
svolgere funzione di coordinamento tra tutti
i soggetti responsabili, svolgendo attività
di segreteria e monitoraggio del piano di
gestione".

Tra i presupposti dell'intesa leggiamo che
"il Comune di Capriate San Gervasio,
competente per il sito, ha ricevuto incarico
dal Ministero per i beni e le Attività
Culturali di predisporre un Piano di Gestione,
nel quale vengono definite e coordinate
tutte le attività di tutela, conservazione
e valorizzazione i atto e in programma a
Crespi d'Adda", che "la Direzione
Regionale per i beni culturali e paesaggistici
della Lombardia intende collaborare alla
predisposizione del suddetto piano di gestione,
e così pure tutti gli altri Enti
e soggetti sottoscrittori della presente
dichiarazione d'intenti", e che si
evidenzia "l'esigenza di collaborare
e coordinare per la tutela e e la riqualificazione
paesaggistica e la valorizzazione socioeconomica
del territorio interessato, attraverso la
promozione del suo patrimonio culturale".
Di seguito gli articoli del Protocollo d'intesa:

Articolo
1
La Direzione Regionale BCP della
Lombardia, la Città di
Capriate San Gervasio, la Regione
Lombardia e la Provincia di
Bergamo si impegnano a coordinarsi
e a collaborare, ciascuno nell'ambito
delle proprie competenze, per
la valorizzazione delle aree
del sito UNESCO di Crespi d'Adda.

Articolo 2
L'attività di collaborazione
inoltre è volta all'individuazione
di metodologie e, quindi, alla
redazione del Piano di Gestione,
inteso come strumento tecnico
di orientamento, utile all'azione
dei numerosi soggetti interessati,
alla salvaguardia del patrimonio,
alla promozione culturale e
valorizzazione economica del
sito UNESCO di Crespi d'Adda.

Articolo 3
I soggetti firmatari del presente
protocollo concordano sul fatto
che la redazione del Piano di
Gestione del Sito di Crespi
d'Adda dovrà esprimere,
in sapiente equilibrio fra le
esigenze di tutela e quelle
della valorizzazione "le
modalità per gestire
le risorse storico, culturale,
ambientale e paesistico"
e in tal senso potrà
"orientare le scelte della
pianificazione urbanistica ed
economica attraverso la conoscenza,
la conservazione, la valorizzazione".

Articolo 4
I soggetti firmatari del presente
protocollo convengono che il
Piano di Gestione, se da un
lato dovrà mantenere
nel tempo l'integrità
dei valori che hanno consentito
nel dicembre 1995 l'iscrizione
di Crespi d'Adda alla WHL (World
Heritage List), dall'altro dovrà
ridefinire e rendere compatibile
un processo locale condiviso
per coniugare la tutela e la
conservazione del sito medesimo
con lo sviluppo integrato delle
risorse del territorio. In tal
senso il Piano di Gestione si
propone come una sorta di dichiarazione
di principi, per i quali Autorità
e Comunità dovranno impegnarsi
ad una tutela attiva e alla
conservazione e alla valorizzazione
compatibile. Verrà così
a comporsi un insieme di regole
operative, di procedure e di
idee procedurali che coinvolgeranno
una pluralità di soggetti
che saranno in grado di evolvere
e di recepire aggiornamenti
e modificazioni con il cambiare
delle circostanze e l'evoluzione
del territorio.

Articolo 5
I soggetti firmatari del presente
protocollo intendono istituire
un comitato di pilotaggio per
seguire l'aggiornamento del
Piano di Gestione e stabilire
le iniziative in merito e potranno
altresì attivare collaborazioni
con soggetti, a livello internazionale
o nazionale, che operano nei
settori d'attività connessi
con la gestione del patrimonio
culturale, storico, paesistico
e architettonico.

Articolo 6
I soggetti firmatari del protocollo
(responsabili del sito UNESCO
Crespi d'Adda) individuano la
Città di Capriate San
Gervasio quale soggetto referente
presso il Ministero per i Beni
e le Attività Culturali
per il sito UNESCO Crespi d'Adda
con l'incarico di svolgere l'attività
di segreteria e di monitoraggio
del piano di gestione del sito
UNESCO Crespi d'Adda.

Articolo7
Per quanto concerne la fase
attuativa della presente intesa,
i soggetti firmatari concordano
un comune programma di lavoro.
La presente intesa non comporta
oneri finanziari a carico delle
Parti contraenti ed ha valore
dal momento della firma.
DGC 108 18.7.07 |
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